Maggio 18, 2024

Cefalea Tensiva e Emicrania: Protocollo Terapeutico e Sedute secondo l’approccio CMT

  • Protocollo Terapeutico secondo l’approccio CMT
  • Diagnosi e Trattamenti: quante sedute?
  • Ruolo della Terapia Manuale e Obiettivi

 

Protocollo Terapeutico secondo l’approccio CMT

Il protocollo terapeutico secondo l’ approccio CMT prevede la somministrazione di un numero di trattamenti di terapia manuale ed esercizi correttivi da stabilire in base al caso clinico.

Per prima cosa occorre aver effettuato la Valutazione Muscolo-Scheletrica. E’ una valutazione indipendente che non serve a fare diagnosi medica (che è competenza assoluta del medico neurologo esperto in cefalee) ma serve a verificare la presenza di disordini muscolari e articolari in grado di causare il mal di testa o di agire come fattore provocativo o scatenante.

In base a questa valutazione che si basa sul Sistema AMS si decidono i trattamenti che di solito sono così strutturati:

  • Le sedute di trattamento sono 6 (mini-ciclo), distribuite su 4-6 settimane.
  • Le prime 2-4 sedute possibilmente nelle prime 2 settimane poi 1 seduta a settimana o dopo 2 settimane.
  • La durata di una seduta può variare da 30 a 50 minuti in base al quadro clinico e comprende tecniche manuali e esercizi.
  • Nella prima seduta si consegna il diario e si compilano questionari specifici che serviranno per la rivalutazione oggettiva. Senza dati oggettivi, non è possibile misurare nulla di concreto.
  • Al termine delle 4 o 6 settimane iniziali si fa una pausa di 2 o 4 settimane a cui segue una visita di controllo, in cui si rivalutano tutti i parametri e si decide se e come procedere ancora.

 

Diagnosi e Trattamenti: quante sedute?

Una delle domande e perplessità più diffuse tra i pazienti è giustamente: “ok, ho capito che la terapia manuale è d’aiuto ma quante sedute mi servono?”

Precedentemente abbiamo elencato il numero di sedute iniziali standard cioè 4 o 6 distribuite in 4 o 6 settimane. Quando il quadro clinico o la diagnosi sono chiare possiamo indicare un numero di sedute più specifico in base alla letteratura scientifica e all’esperienza clinica:

  • Diagnosi di Cefalea Cervicogenica (cioè di origine cervicale): sebbene spesso ignorata o mis-diagnosticata come emicrania, questa forma di cefalea è riconosciuta a livello medico internazionale ed è facilmente diagnosticabile. Può presentarsi in forma indipendente (cioè il paziente ha solo questo problema) o in comorbidità con una cefalea primaria. Con la terapia manuale ed esercizi, senza nessun farmaco o elettromedicale, è possibile una risoluzione dal 75% al 100% del problema in media in 2 o 8 sedute;
  • Diagnosi di Cefalea da disordine Temporo-Mandibolare: è un’ altra forma di cefalea secondaria, riconosciuta a livello medico-odontoiatrico internazionale ma anch’essa sottostimata. Questa cefalea può presentarsi in forma solitaria o in comorbidità con altre cefalee primarie (soprattutto emicrania). Con la terapia manuale e in particolare con la tecnica del Dry Needling per le forme miofasciali che sono le più comuni è possibile una risoluzione del 100% in media in 6-12 sedute di trattamento;
  • Diagnosi di Cefalea di tipo Tensivo: è una cefalea primaria in cui anche i muscoli giocano un ruolo chiave sempre più confermato dalla ricerca scientifica. La presenza di  trigger points miofasciali in alcuni muscoli va indagata accuratamente perchè è stato dimostrato che la terapia manuale (tecniche di manipolazione, tecniche miofasciali e esercizi specifici) può:
  • ridurre la frequenza degli attacchi dal 50% al 100%;
  • ridurre del 60% il consumo di medicinali (prendere farmaci 4 volte invece di 10 non è male);
  • ridurre l’intensità dei sintomi, migliorare la capacità di movimento e la disabilità, nonché ridurre il livello di alcuni parametri psicologici: l’ansia e la depressione.

Più la condizione è cronica, e più l’esercizio di ricondizionamento attivo neuro-muscolare è lo strumento terapeutico migliore per questa forma di cefalea. La media di sedute dei trattamenti manuali, senza elettromedicali, è di 4 o 8. Il programma di esercizi di auto-ricondizionamento viene dato dalle prime sedute e prevede un lavoro responsabile personale e quotidiano;

  • Diagnosi di Emicrania senz’aura: è una cefalea primaria in cui fattori diversi e numerosi, in modo ciclico e soggettivo, giocano un ruolo irritativo importante. I disordini muscolo-scheletrici cervicali o mandibolari sono spesso associati a questa forma di cefalea complicando il quadro clinico. Vanno dunque indagati e trattati il prima possibile. A differenza della cefalea tensiva, il trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici può dare miglioramenti molto variabili e soggettivi perché le caratteristiche disfunzionali neurologiche emicraniche e i fattori influenzanti sono maggiori e agiscono in modo variabile. Ridurre i dolori e le disfunzioni cervicali o mandibolari aiuta a migliorare il quadro clinico sempre. In particolare i trigger points miofasciali hanno un ruolo importante come per la cefalea tensiva. La media delle sedute di trattamento per verificare effetti significativi è giustificare eventuali progressioni è dalle 6 alle 12 sedute.

Per l’ emicrania cronica la tecnica del Dry Needling può risultare terapeutica con una media di 6-9 sedute di trattamento da 30 minuti a seduta. Infatti questa tecnica può permettere di stimolare profondamente il sistema nervoso, di ri-attivare i sistemi analgesici interni e di favorire il terreno per gli esercizi (emicrania e esercizio ) o altri interventi.

  • Diagnosi mista di Cefalea Tensiva e Emicrania: queste sono le condizioni più complesse.  La strategia terapeutica si basa sulla considerazione  – secondo alcuni ricercatori medici – che le cefalee primarie siano un continuum per cui la cefalea tensiva rappresenta un polo di disfunzione e l’emicrania rappresenta l’altro estremo (l’evoluzione peggiorativa) di un medesimo meccanismo disfunzionale neurologico centrale. La media delle sedute di trattamento è dalle 6 alle 18 intervallate e supportate da una costante attività fisica controllata e bilanciata.

 

Ruolo della Terapia Manuale e Obiettivi

Il ruolo della terapia manuale nel caso di Cefalea Tensiva e Emicrania è sia di tipo valutativo che terapeutico. Attraverso le tecniche del protocollo CMT possiamo:

  1. verificare la presenza di fattori muscolo-scheletrici disfunzionali (soprattutto miofasciali) e la presenza di alterazioni delle capacità senso-motorie;
  2. verificare la presenza di convinzioni e comportamenti negativi che alimentano il circolo vizioso e peggiorano le condizioni cliniche;
  3. confermare subito la relazione di questi fattori con la cefalea attraverso il concetto di Neuro-Switch e il Sistema AMS di modulazione dei sintomi;
  4. migliorare tali disfunzioni e ottimizzare il quadro clinico.

L’obiettivo generale nel trattamento della cefalea tensiva e dell’emicrania è ridurre la frequenza degli attacchi, la durata e l’intensità, la disabilità correlata e favorire il mantenimento dei risultati a lungo.

La terapia manuale funziona e va pensata come un farmaco naturale di profilassi e prevenzione, senza controindicazioni!

Gli obiettivi specifici per i disordini muscolo-scheletrici in comorbidità con queste cefalee primarie sono: modulare i livelli di irritazione del sistema nervoso periferico e centrale, migliorare le percezioni senso-motorie, ottimizzare le capacità di carico e di movimento globali della persona.

La vita è movimento, e “muoversi meglio, muoversi spesso” è uno dei pilastri della salute ottimale in generale. La terapia manuale, l’educazione e gli esercizi attivi aiutano a realizzarla.

Quando è necessario e utile approfondire o intervenire su altri aspetti – occlusali o mandibolari, alimentari o visivi o vestibolari etc – vengono indicati specialisti di altissimo livello e reputazione per intervenire al meglio.

Si promuove sempre un’azione a 360° per metterti sulla strada giusta per stare meglio il prima possibile e il più a lungo possibile, proteggendoti da rimedi obsoleti e spese varie nonchè riducendo il rischio di cronicizzazione della tua condizione.

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